Natura morta salentina, di autori vari

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Per sradicare gli ulivi trovati infetti alla burocrazia non bastano 9 mesi, secondo quanto risulta; anzi, in centinaia di casi si trovano le piante infette e poi non si fa più nulla.

E poi:

c’era già pronta una cura dal 2017 e non servivano gli abbattimenti, diceva il governatore della Puglia;
la Xylella è una bufala, si leggeva sul blog di quelli che ieri stavano all’opposizione ed oggi sono ministri;
è una finta emergenza ed una vera farsa, dicevano certi politici locali;
nessuna emergenza perché meno del 2% degli ulivi sono infetti, si ripeteva su certi giornali;
altro che Xylella, sappiamo benissimo che è la brusca, dichiaravano altri assi del giornalismo investigativo;
la scienza è falsa e serva del capitale, dicevano certi eroici libertari da tastiera;
anzi, è colpa degli scienziati e del commissario Silletti e gli alberi non vanno abbattuti, dicevano i giudici;
e, naturalmente, è un complotto della sempre colpevole Monsanto, dicevano cantanti e cabarettiste;
bastano il rame e lo zinco, il sapone e le onde elettromagnetiche, l’acqua informatizzata, le micorrize, i cavoletti pugliesi e il favino o altre mirabolanti rimedi, dicevano certi altri.

6 Agosto 2019, strada provinciale Ruffano-Montesano, Salento.
L’agronomo pugliese Antonio Polimeno filma quello che vede nei campi di un’azienda che ha deciso di eliminare gli ulivi attaccati 5 anni fa dalla Xylella, ormai da tempo completamente disseccati.

Natura morta, opera collettiva degli autori di cui sopra e di altri, che non ho tempo e voglia di menzionare.

 

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