Sputacchina, per combatterla si sperimentano le vibrazioni

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Si chiama Biotremologia e non è la scienza che studia i terremoti, ma la comunicazione degli animali attraverso le vibrazioni. Sono molte le specie che comunicano con le onde vibrazionali propagate attraverso terreno, sassi, alberi e foglie. Anche il vettore della xylella fastidiosa, il Philaenus spumarius, detto volgarmente sputacchina, comunica attraverso le vibrazioni, come dimostrano le ultime frontiere della ricerca, frutto di una collaborazione che si è sviluppata nell’ambito del progetto europeo XF-Actors, condotto tra Università di Trento, Ciheam Bari e Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, portando alla pubblicazione di alcuni articoli scientifici.

«Sono state investigate le forme di comunicazione tra le sputacchine usando la biotremologia, branca innovativa dell’entomologia che studia i segnali vibrazionali e il loro effetto sul comportamento degli insetti, permettendo di sviluppare strategie agricole eco-compatibili per il controllo di insetti dannosi – spiegano i ricercatori -. Decodificando i segnali si è scoperto che il maschio emette vibrazioni non appena entrato nella fase adulta in primavera, mentre la femmina aspetta la fine dell’estate per cantare. Questo duetto è essenziale per la riproduzione della specie, perché permette al maschio di localizzare la posizione della compagna. La femmina, d’altra parte, produce uno specifico segnale di rifiuto se un maschio l’approccia in primavera o se tenta di accoppiarsi senza averla appropriatamente corteggiata in estate».

La ricerca si trova nell’articolo appena pubblicato a firma di Sabina Avosani, Pietro Franceschi, Marco Ciolli, Vincenzo Verrastro e Valerio Mazzoni.

Nell’articolo gli studiosi ipotizzano che le potenziali tecniche di interruzione dell’accoppiamento dovrebbero considerare la fisiologia degli insetti ed essere applicate quando entrambi i sessi rispondono ai segnali di accoppiamento.

Un dato importante da cui partire per controllare la sputacchina, che è il vettore principale della trasmissione del batterio xylella, che intanto continua a imperversare, guadagnano sempre più larghe fette di territorio pugliese.

Fonte: www.quotidianodipuglia.it