Xylella e sputacchina, avanti tutta

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Olive trees affected by the disease in the province of Lecce in 2015

Dall’ultimo nostro aggiornamento, poco più di un mese, sono stati pubblicati ben 23 nuovi certificati, ultimo il SELGE n.430, attestanti il consolidamento e l’avanzata di Xylella.

In provincia di Brindisi: 75 olivi e 2 oleandri, a Ceglie Messapica 29 olivi, a Monopoli 3 olivi ed 1 poligala, a Fasano 34 olivi, a Cisternino 44 olivi.

In provincia di Taranto: 19 olivi a Grottaglie, 9 olivi a Taranto, 5 olivi a Martina Franca, 70 olivi a Montemesola, 61 olivi a Crispiano.

In provincia di Bari: 1 olivo a Polignano a Mare.

La propagazione di questa pandemia vegetale, è noto, è la sputacchina. Oggi un nuovo studio rivede la capacità del suo movimento, ben oltre quella sinora ipotizzata.

Sulla rivista scientifica americana Environmental Entomology, infatti, sono stati pubblicati i risultati di uno studio realizzato in collaborazione tra le Università di Torino e di Brescia, il CRSFA di Locorotondo e l’IPSP del CNR e mirato ad accertare la capacità di diffusione attiva della sputacchina media (Philaenus spumarius), il principale vettore di X. fastidiosa in Europa.

Sette esperimenti realizzati nel corso di due anni in prato in Piemonte (3) ed in oliveto in Puglia (4) sono consistiti nella cattura di migliaia di sputacchine seguita dalla loro marcatuta con una proteina, l’albumina (indispensabile per la loro successiva identificazione), il rilascio e successive prove di ricattura a distanze predeterminate dai punti di rilascio.

I risultati sono stati sorprendenti poichè hanno evidenziato che la mobilità di questi vettori è significativamente superiore a quanto ipotizzato fino ad ora: la distanza media percorsa in un giorno dal punto di rilascio è risultata di 26 m nell’oliveto e di 35 m su prato; nei due mesi di maggiore abbondanza della popolazione il 50% delle sputacchine rimane entro 200 m dal punto iniziale, ma la percentuale sale al 98% entro i 400 m.

Pertanto le distanze percorse da P. spumarius durante l’anno sono significativamente superiori ai 100 metri ipotizzati fino ad ora.

L’intera pubblicazione, prodotta nell’ambito del Progetto POnTE del programma Horizon-2020, è liberamente consultabile al link:

www.academic.oup.com