Xylella, la rabbia della Regione

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Ci sono tra i 100 e i 130 milioni congelati a Roma che potrebbero essere spesi per la lotta a Xylella ma che sono incagliati nelle maglie della burocrazia.

Il dato è emerso nel corso di un’audizione, presso la Commissione Agricoltura, dell’assessore regionale Pentassuglia e del capo dipartimento Nardone. Le risorse in discussione sono i 300 milioni previsti dal Piano straordina,rio per la rigenerazione del territorio salentino devastato dal batterio. Il Programma fu stabilito con la Legge 44 del 2019 e il dettaglio finanziario dal successivo decreto interministaeriale del 6 marzo 2020.

Nardone ha così spiegato: i 300 milioni del Piano sono monitorati da un comitato di sorveglianza tecnico, con dirigenti ministeriali e regionali, e da un tavolo politico, ministro e associazioni di categoria, che non si è mai riunito. Sulla cifra complessiva solo 120 milioni per gli indennizzi sono arrivati a destinazione, per metà erogati e il resto in arrivo.

La restante parte, 180 milioni, procede a singhiozzo. E le attività previste non sono trascurabili: 40 milioni per i reimpianti degli ulivi al posto di quelli eradicati, 25 milioni per il reimpianto di alberi da frutta al posto degli ulivi, 20 milioni per eliminare le piante malate e poi 5 milioni per ogni attività prevista per i Comuni, per gli innesti sugli alberi monumentali, per i vivai, per i laboratori, per il monitoraggio, per la comunicazione, per i Gal.

E Pentassuglia così finisce: “Abbiamo provato ad accelerare ma occorre che tutte le forze in campo contribuiscano, ognuna con le proprie competenze“.

Fonte: www.corrieredelmezzogiorno.corriere.it