Xylella, paura critiche e proposte

232

Dopo il ritrovamento di altre piante infette ad Alberobello, Locorotondo e Fasano ovvero in zona contenimento e in zona cuscinetto, lo spettro di un’avanzata dell’infezione nel territorio barese si affaccia prepotentemente. Occorre ricordare che la produzione nella provincia di Lecce si è più che dimezzata e che anche in provincia di Brindisi vi sono stati cali produttivi importanti.

Qualche numero fornito dal direttore dell’Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia, Salvatore Infantino: nell’anno in corso sono state monitorate 108mila piante e, di queste, 56 sono state trovate positive – 26 in zona contenimento e 30 in zona cuscinetto.

Inoltre il monitoraggio, continua il direttore, viene eseguito anche oltre i 50 metri di distanza da una pianta infetta, contrariamente a quel che prevede la normativa.

Ma la preoccupazione e le critiche non sono sminuite da questi numeri che potrebbero dare l’impressione di avere tutto sotto controllo. Purtroppo Xylella ed i suoi insetti vettori hanno sì rallentato ma si muovono comunque con costanza.

Le critiche sono diverse e per diverse motivazioni.

Il piano Xylella prevede trattamenti dei terreni tra il 10 aprile e il 10 maggio, ma il Piano è stato pubblicato in ritardo, mettendo in difficoltà le aziende agricole. Stesse difficoltà incontrate dai Comuni che avrebbero dovuto eseguire gli stessi controlli sui terreni di loro competenza ma che, per motivi vari, molti di essi non hanno fatto. Lo stesso discorso vale per le Province.

Per quanto sta alla Regione e all’ente a questo deputato, l’ARIF, si è constatato e lo si constata ancor oggi, un ritardo cronico nel procedere agli abbattimenti delle piante infette e quanto gli è attorno.

Ancora dalla Regione: nonostante il Decreto Interministeriale del 6 marzo 2020 DM_firmato_06_03_2020 abbia stanziato 150 milioni di euro per l’anno 2020 e 150 milioni di euro per l’anno 2021, sono ancora da spendere ben oltre 130 milioni di euro. Su 521 domande e 23 progetti per espianto e reimpianto, solo il 6% di esse è stato finanziato.

La misura ‘Salva frantoi’, http://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2020/06/20/155/sg/pdf, con una disponibilità di 35 milioni è stata utilizzata per appena 6 milioni.

Infine, lo si deve ribadire, si dovrebbe eseguire il monitoraggio in modo continuativo per l’intero anno, estendendolo anche alla zona indenne e, in più, oltre che per gli alberi, esso andrebbe fatto anche nei confronti degli insetti vettore.