Xylella, reimpianti senza permessi: multe in agguato

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Anche in zona non vincolata, occorre la comunicazione per via telematica all’OsservatorioMolti piccoli produttori piantano ulivi laddove sono stati abbattuti ma senza la dovuta comunicazione al Servizio Fitosanitario Regionale come le regole impongono.

Un fenomeno diffuso, in specie nel sud Salento, dove molti terreni sono sotto vincolo paesaggistico.

In sostanza, gli agricoltori non conoscendo le regole, o trovandole difficli da seguire, procedono in autonomia a reimpiantere le due uniche cultivar considerate tolleranti a X. fastidiosa. Questo spiegherebbe anche il perchè la Soprintendenza di Lecce annovera solo 60 domande ri reimopianto, delle quali solo 30 istruibili.

Qual’è la procedura?

In zona non vincolata basta una comunicazione, per via telematica, all’Osservatorio Fitosanitario, allegando il certificato d’acquisto delle piante autorizzate, ovvero Leccino e Favolosa.

In caso di zona vincolata, invece, esiste l’obbligo di richiedere l’autorizzazione In più vi sono anche differenze in base alla tipologia del vincolo.

Se “Bene paesaggistico” si deve depositare la richiesta al Comune nel quale ricade il vincolo; quindi ci sarà il parere della Commissione paesaggio comunale e, se questo dovesse essere positivo, si passerà alla Soprintendenza che si dovrà esprimere in 60 giorni o, in assenza di quest’ultimo parere, varrà il ‘silenzio-assenso’.

Se “Caso di ulteriore contesto paesaggistico” basterà la sola Commissione comunale.

Queste pratiche hanno ovviamente un costo, poichè occorre rivolgersi ad un tecnico esperto capace di istruirle correttamente e di procedere con l’invio telematico, per nulla semplice.