Xylella, se l’Italia piange la Francia non ride

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Secondo un rapporto appena pubblicato dalla Commissione europea, è improbabile che Xylella fastidiosa venga completamente sradicata in Francia dopo i ritardi e i passi falsi delle autorità locali.

Il batterio è stato scoperto per la prima volta in territorio francese in Corsica nel luglio 2015. Focolai separati sono stati successivamente rilevati in Provenza-Alpi-Costa Azzurra nell’ottobre 2015 e in Occitania nel settembre 2020.

Nelle tre regioni, che sono anche le zone olivicole più produttive del Paese, gli ispettori UE hanno individuato le sottospecie di Xylella fastidiosa multiplex e pauca, causa delle infezioni degli ulivi.

Tuttavia, gli ulivi infettati da Xylella fastidiosa sono stati chiaramente identificati solo in Provenza-Alpi-Costa Azzurra e distrutti in seguito ai protocolli di eradicazione europei. Questi protocolli sappiamo stabilire che una qualsiasi delle 300 specie ospiti identificate entro un raggio di 50 metri dalla pianta infetta, nota come zona di infezione, debba essere distrutta. Oltre la zona infetta viene istituita una zona cuscinetto più ampia con un raggio da 2,5 a 5 chilometri e tutte le specie vegetali sensibili presenti in questa ampia zona devono essere testate. La zona infetta e quella cuscinetto costituiscono l’area delimitata.

Come accaduto in un primo, lungo, tempo in Italia, gli ispettori della Commissione europea hanno rilevato che le autorità francesi non hanno considerato tutti i fattori di diffusione di Xylella fastidiosa e, di conseguenza, le indagini delle autorità potrebbero aver consentito alla malattia di diffondersi al di fuori della zona cuscinetto senza essere rilevata.

Gli ispettori hanno anche riscontrato che la mancanza di disposizioni dettagliate corrispondeva alla mancanza di un piano immediato per distruggere le piante infette e questo ha comportato ritardi significativi che hanno creato un rischio per l’ulteriore diffusione della malattia. Infatti, anche se le autorità francesi hanno istituito tempestivamente aree delimitate sulla terraferma, l’eradicazione delle piante e di altre nelle zone infette è stata ritardata fino a cinque mesi a causa di lungaggini per le gare d’appalto. Ancora, si è constatata l’assenza di infrastrutture adeguate al controllo dei movimenti delle piante su strade o porti.

In Corsica, considerata in toto una zona infetta, anche se non dalla sottospecie che infetta gli ulivi, le autorità non hanno rispettato le normative europee che limitano la circolazione delle piante infette. Purtroppo, nessun adeguato controllo è stato attuato sulle barche in partenza con specie vegetali sensibili verso la Spagna o l’Italia.

Al contrario, in Provenza-Alpi-Costa Azzurra, dove sono stati identificati due olivi infetti, le autorità hanno stabilito in tempo e con successo l’area delimitata, prevenendo la diffusione della malattia dai due olivi ornamentali ad altri nella zona.

Una nota positiva è rappresentata dall’informazione al pubblico sulla minaccia di Xylella fastidiosa, che potrebbe aver contribuito a prevenire la diffusione in altre aree agricole.

La redazione

Fonti: www.oliveoiltimes.com                food.ec.europa.eu