Xylella, ultime nuove

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Gli ultimi aggiornamenti del monitoraggio della presenza di Xylella in Puglia, condotto dagli ispettori dell’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali (Arif), dimostrano in maniera eloquente che il batterio si sta consolidando in zona contenimento, sta sfondando in zona cuscinetto e si sta affacciando con forza in zona indenne.

Dal 9° aggiornamento del monitoraggio Xylella in Puglia, datato 17 settembre 2022, sapevamo che era 172 il totale parziale di piante infette individuate dall’inizio (giugno 2022) dell’attuale monitoraggio.

Adesso, il 10° aggiornamento del 6 ottobre 2022 ha aggiunto altri 42 olivi infetti, facendo salire a 214 il numero totale delle piante positive al batterio.

Dei 42 olivi infetti 17 sono presenti in agro di Polignano a Mare e gli altri 25 in zona contenimento, distribuiti tra Fasano (9), Locorotondo (2) e Martina Franca (14) a meno di 3 km da Alberobello. In quest’ultimo caso si tratta di un nuovo focolaio adiacente alla SS172, in prossimità del km 38 del tratto che va da Locorotondo ad Alberobello.

Ma adesso le buone nuove.

Biosensori elettronici per scovare anche un singolo batterio di Xylella fastidiosa in tempi rapidi, prima che ne siano visibili gli effetti, permettendo così interventi più efficaci.

È questo l’obiettivo di uno studio realizzato dai ricercatori dell’Istituto per la protezione sostenibile delle piante (Cnr-Ipsp) e dell’Istituto di fotonica e nanotecnologie (Cnr-Ifn) del Consiglio nazionale delle ricerche, in collaborazione con i Dipartimenti di Chimica, Farmacia-Scienze del Farmaco e Fisica dell’Università degli studi di Bari, e con il contributo di Agritest S.r.l. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Advanced Science, prestigiosa rivista internazionale ad elevatissimo Impact Factor (16.8).

“La rivelazione ultrasensibile di Xylella fastidiosa si è avvalsa fino ad ora di test di rilevamento molecolare, che impiegano come target il DNA del batterio stesso. Tali analisi, tuttavia, prevedono l’impiego di infrastrutture di laboratorio, assieme a tempi di analisi di almeno 3 ore. L’innovativa piattaforma elettronica proposta dal team di ricercatori baresi consentirebbe invece la rivelazione del singolo batterio in appena 30 minuti direttamente in campo”, spiega Luisa Torsi, professoressa ordinaria di chimica analitica dell’Università di Bari e vice-presidente del Consiglio scientifico del Cnr, che ha coordinato la ricerca.

La redazione

Fonti: www.teatronaturale.it

olivoeolio.edagricole.it