Europa: stime produzione al ribasso del del 25%

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Le ultime previsioni della Commissione europea sulla campagna olearia 2022/23, contenute nel report Short term outlook – autumn 2022, indicano per l’Ue un calo produttivo del 25% rispetto all’anno passato e del 20% rispetto alla media quinquennale, per un valore assoluto di 1,7 milioni di tonnellate. Si tratta di un dato particolarmente basso se consideriamo che la sola Spagna ha prodotto nella campagna 2018/19 un ugual volume di olio di oliva. 

A causare una simile debacle è stato il caldo durante il periodo di fioritura, combinato con il deficit idrico durante la fase di crescita delle olive. Secondo la Commissione europea i problemi non si riflettono solo sulla quantità prodotta ma anche sulla qualità. Le stime della Commissione europea sono però ottimistiche perché indicano una produzione spagnola a 1 milione di tonnellate mentre il dato è già stato corretto dal Ministero dell’agricoltura spagnolo in poco più di 700 mila tonnellate. Anche l’Italia subirà un calo produttivo del 30% circa (dato aggiornato da ISMEA a -37%), mentre dovrebbe essere quasi dimezzata la produzione portoghese che dovrebbe passare da 206 mila a 115 mila tonnellate. Solo la Grecia sorride con una produzione in crescita a 315 mila tonnellate, rispetto alle 227 mila della scorsa campagna olearia. 

Nonostante le elevate scorte finali della stagione precedente (625.000 tonnellate), la disponibilità iniziale nel 2022/23 potrebbe essere la più bassa delle cinque stagioni precedenti. 

Se guardiamo oltre l’orizzonte europeo, la Commissione stima una produzione tunisina di olio di oliva di 250 mila tonnellate, anche qui dato che è già stato rivisto al ribasso dall’Onagri, ovvero l’ufficio statistico agricolo del governo tunisino, che prevede una produzione di 200 mila tonnellate. Simili trend si stanno registrando anche in altri Paesi olivicoli, come Marocco e Turchia.

Immagine dal web | Winenews.it