Lo scenario di mercato dell’olio di oliva e le prospettive

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Bottle of virgin olive oil pouring close up

Il mercato dell’olio di oliva pare caratterizzato, al momento, da una duplice dinamica. L’export extra-Ue è sostanzialmente stabile, o in lieve diminuzione, mentre i consumi interni europei sono in forte aumento, trainati da prezzi concorrenziali rispetto agli altri oli vegetali.

In particolare, secondo i dati della Commissione europea, nonostante l’aspettativa iniziale di una riduzione delle esportazioni dell’Ue del 4% nel 2021/22, le spedizioni nel periodo ottobre-giugno sono rimaste circa l’1% inferiori allo stesso periodo dell’anno precedente. L’aumento delle esportazioni verso gli Stati Uniti e Cina (incluso luglio) hanno compensato le perdite in altre principali principali destinazioni di esportazione (Brasile, Canada, Giappone, Australia). Pertanto, le esportazioni dell’UE per il 2021/22 potrebbero essere simili a quelle dell’anno scorso, sostenute dal tasso di cambio euro/dollaro e da un prezzo ancora competitivo rispetto ad altri oli vegetali.

Al contrario, le importazioni dell’Ue continuano a diminuire, dato che il principale fornitore, la Tunisia, probabilmente mantiene alcune scorte nel suo mercato interno, e quindi potrebbero raggiungere circa 145.000 tonnellate.

Il prezzo al consumo dell’olio d’oliva nell’Ue continua a crescere, ma a un tasso inferiore a quello di altri oli vegetali (+12% su base annua in agosto), il che sostiene la crescita della domanda, insieme alla ripresa del turismo. Pertanto, nel 2021/22 il consumo nell’Unione europea potrebbe crescere dell’11%.

Per la prossima campagna di commercializzazione (2022/23) però la minore disponibilità nei principali Paesi produttori e la continua pressione sui prezzi al consumo potrebbero portare a una frenata dei consumi europei (-9%). 

Complessivamente, le scorte finali potrebbero ridursi di circa il 45% (a quasi 350.000 t).

Immagine dal web | Agronotizie.it