Le mance sono una droga, serve una visione

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Pubblichiamo una sintesi dell’editoriale del prof. Angelo Frascarelli su Terra e Vita.

Cosa chiede la maggior parte degli agricoltori alla politica agraria nazionale? Sostegni, contributi, agevolazioni. Cosa concede la politica agraria nazionale agli agricoltori? Sostegni, contributi, agevolazioni.

La situazione mostra una precisa corrispondenza tra domanda ed offerta. Allora va tutto bene? NO! La politica concede tante mancette, senza una visione”.L’agricoltura italiana è governata dal politico di turno che non indica più la meta e la rotta” ma solo ciò che necessita il domani. Ovvero “sostegni, contributi, agevolazioni, senza visione, senza meta, senza rotta. Un esempio. Da quattro anni è iniziato il dibattito sulla PAC post 2020. Per l’Italia sono 7,4 miliardi di euro l’anno. Ebbene, qual’è la posizione dell’Italia sulla nuova PAC? Nessun documento ministeriale la esprime. Quali le proposte del Mipaaf al Consiglio dei Ministri UE? Difficile da sapere.

Dai comunicati stampa si possono leggere i pronunciamenti degli ultimi tre ministri (Martina, Centinaio, Bellanova), con due frequanti posizioni: nessun taglio ai budget della PAC, sostegni con pochi vincoli agli agricoltori. In altre parole, sovvenzioni facili da intercettare, mance senza vincoli“.

Negli altri paesi europei non è così. Dobbiamoi imparare dall’UE, che prima di ogni proposta indica la visione sul futuro dell’agricoltura, con l’analisi delle sfide da affrontare.

Nel 2017, l’UE ha pubblicato il documento “Il futuro dell’agricoltura e dell’alimentazione”, in cui indicava l’agricoltura smart come modello. Nel 2019 ha lanciato il Green Deal, con l’obiettivo della neutralità climatica nel 2050.

Quindi la strategia “From Farm to Fork”, che afferma un modello di agricoltura verde, innovativa, sostenibile, riduzione degli input, contrasto alla perdita di biodiversità, benessere animale, ecvonomia circolare, alto contenuto sociale, che risponde alle richieste dei cittadini europei.

E l’Italia?

Tante critiche alla posizione dell’UE, ma sempre sulla difensiva e senza visione”. “Gli agricoltori – continua Frascarelli – sono disillusi e si limitano ad approfittare delle mancette“.

Servono una visione,un orizzonte attrattivo, coraggioso per un’agricoltura italiana ambiziosa ed innovativa che possa calamitare le enrgie degli imprenditori, dei tecnici, delle rappresentanze, degli studiosi. L’UE ha lanciato una sfida ambiziosa che può andare bene anche all’Italia. Se non la sposiamo, contestiamola e scegliamo un’altra strada ma non accontentiamoci delle mancette e non accontentiamo tutti“.

Fonte: www.terraevita.edagricole.it