Calabria e Puglia: i due volti dell’olio extravergine italiano si presentano alla Germania. Un incoming tra DOP e IGP per conquistare il mercato tedesco.

Si è concluso oggi il programma incoming “Reg. UE 2021/2115 – P.O. OCM Olio 2026”, che ha portato per tre giorni Stefania Lettini, esperta di storytelling enogastronomico  e titolare della catena Lettinis Amore per Gusto, alla scoperta delle eccellenze oleicole del Sud Italia. Un viaggio che ha messo in luce la qualità e l’identità unica degli oli a denominazione di origine calabresi e pugliesi, in un momento cruciale per le esportazioni italiane in Germania.

Il mercato tedesco: un gigante da conquistare

La Germania è il primo mercato di sbocco per l’olio d’oliva extravergine italiano al di fuori dei Paesi produttori. Secondo i dati ISMEA, nel 2025 le importazioni tedesche di olio d’oliva hanno superato le 130.000 tonnellate, con una crescita costante del 6% annuo. L’Italia viaggia su quote di mercato intorno al 45-50% del totale importato, ma la concorrenza di Spagna e Grecia si fa sempre più agguerrita.

La vera sfida, però, non è tanto la quantità, quanto il valore. Il consumatore tedesco è sempre più attento alla tracciabilità, alla sostenibilità e alla storia che c’è dietro un prodotto. È qui che le certificazioni DOP e IGP fanno la differenza: rappresentano il 18% del valore delle esportazioni italiane di olio in Germania, con un prezzo medio al litro superiore del 30% rispetto agli oli non certificati. Il potenziale, però, è ancora inespresso: solo 1 tedesco su 3 conosce il significato di DOP e IGP, ma tra coloro che lo conoscono, l’80% è disposto a pagare un premio per la garanzia di origine.

Un viaggio tra due territori, due storie

La tre giorni, organizzata nell’ambito del Piano OCM Olio 2026 di Italia Olivicola, ha toccato i due grandi distretti olivicoli meridionali.

In Calabria ha incontrato tecnici e produttori riuniti ad Apounasco, partecipando a un assaggio guidato che ha esaltato le note di pomodoro verde, carciofo e mandorla, tipiche delle varietà autoctone come Ottobratica e Dolce di Rossano. Tra terrazzamenti e pendii che si affacciano sul mare, con alberi secolari che raccontano secoli di storia, la Lettini ha conosciuto oltre 30 varietà autoctone, molte ancora poco conosciute all’estero, che regalano oli dal carattere deciso e speziato.

In Puglia ha potuto toccare con mano la filiera, dalla raccolta alla frangitura, fino alla visita dello stabilimento Finoliva S.p.A., guidata dal Presidente Fracchiolla, dove stoccaggio, confezionamento e laboratorio di analisi rivelano standard qualitativi d’eccellenza. Dal paesaggio di olivi secolari, alcuni con 3000 anni di storia, fino alla varietà regina della Dop Terra di Bari, la Coratina, da cui si ottiene un olio dal profumo erbaceo e dal gusto amaro-piccante equilibrato, perfetto per la cucina moderna e gli abbinamenti con i formaggi e la carne. La sessione didattica finale, con assaggio e abbinamenti gastronomici, ha coronato l’esperienza.

Perché scegliere DOP e IGP? La risposta nello storytelling di Stefania Lettini

“In Germania, l’olio d’oliva viene spesso percepito come un ingrediente ‘mediterraneo’ generico”, ha spiegato Lettini durante le degustazioni. “Il mio lavoro è trasformare la bottiglia in un viaggio. Racconto che l’IGP Calabria è l’olio del mare e del vento, che sa di montagna e di mare. La DOP Terra di Bari è l’olio della pietra bianca e del sole che brucia, che sa di erbe selvatiche e di cicoria appena colta. Queste storie, se raccontate con autenticità, creano un legame emotivo che nessuna offerta commerciale può sostituire.”

L’olio italiano DOP e IGP, con la sua anima duplice – decisa e solare quella calabrese, elegante e avvolgente quella pugliese – è pronto a conquistare le tavole e le dispense tedesche, una goccia di storia alla volta.

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